QUARTA DI COPERTINA

    E’ oggi compito essenziale rivolgere l’attenzione alla complessità del sistema simbolico che unisce gli abitanti alle case e alle città attraverso il confronto tra sapere architettonico e sapere psicoanalitico. Psicoanalisi e architettura possono incontrarsi nel pensare e progettare le strutture abitative quotidiane private e pubbliche: case, scuole, musei, ponti, carceri, luoghi di cura del soma e della psiche, ospedali e ambulatori, ma anche stanze d’analisi.

      E’ sommamente auspicabile che la cura della sofferenza mentale, da parte degli psicoanalisti e la ricerca sull’ambiente, da parte di architetti e urbanisti collaborino, convergendo a una visione comune di quella dimensione abitativa, in cui si situa il complesso e articolato intreccio di bisogni biologici e funzioni simboliche che dà origine a una determinata disposizione e utilizzazione degli spazi in relazione con un ambiente costruito sostenibile. Non di architetti ingegneri dell’anima e di psicoanalisti dalla funzione consolatoria c’è bisogno, ma di professionisti nei due campi che sappiano arricchire la specifica competenza con altri vertici di osservazione, di intellettuali critici che siano propugnatori della sostenibilità psicologica e di quella ambientale, di una visione generale della relazione tra risorse, individuo e territorio.

Cosimo Schinaia, psicoanalista e psichiatra, è membro ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana e full member of International Psychoanalytical Association. E’ stato primario presso il Dipartimento di Salute Mentale di Genova. Ha scritto numerosi articoli scientifici su riviste italiane ed estere e saggi in raccolte. Tra i suoi libri ricordiamo:
Dal Manicomio alla Città, Laterza, 1997; Il cantiere delle idee, La Clessidra, 1998; Pedofilia Pedofilie. La psicoanalisi e il mondo del pedofilo, Bollati Boringhieri, 2001 (tradotto in inglese, spagnolo, portoghese e in traduzione in francese).